À propos… Rascarey

English version below
Deutsche Version unten

Questo è il risultato dalla nostra prima esperienza di un progetto, presso il Turtle Conservation Project Rascarey di Brisa ed Esteban. 6 settimane in un posto che è raggiungibile in auto, e solo quando non ha piovuto troppo. Oltre a ciò si può andare solo a piedi o in barca, perché poi c’è la giungla. Dal parcheggio bisogna camminare altri 15 minuti per raggiungere il campo. Così si era tagliati fuori da qualsiasi inquinamento acustico. Si può quasi dimenticare completamente che c’è un mondo con 8 miliardi di altre persone là fuori. I suoni e gli eventi della natura erano indescrivibilmente belli, specialmente i tramonti erano mozzafiato. Ma anche con animali, abbiamo fatto degli incontri indimenticabili. Che si tratti di osservare la colazione quotidiana dei macao, di ricevere improvvisamente la visita di una mantide religiosa o di una farfalla morpho che ti saluta. Tra le varie tonalità di verde delle piante, il blu brillante di questo insetto ti paralizzava di meraviglia.  Dal millepiedi blu-viola fosforescente, al bruco peloso giallo grande come un pugno, al tapiro gigante, un incrocio tra un piccolo elefante e un formichiere. Un altro animale che ci faceva visita regolarmente era il coati. Con il suo muso carino e curioso, lo si poteva sempre riconoscere dalla sua coda, che punta in aria come un’antenna. E la tayra? Abbiamo avuto la fortuna di vederla più volte questo misterioso animale, lungo e nero. Ricorda una martora, ma più grande.

La casa è immersa in un grande giardino con varie piante selvatiche e di grande utilità, tra cui frutta, verdura ed erbe, particolarmente affascinanti. Il guanabana, un frutto enorme che sembra la testa di un dinosauro. E all’interno? Bianco cremoso, una bomba nutrizionale. Poi c’è la carambola, conosciuta anche come frutto stella. “Star fruit” perché, ovviamente, ha la forma di una stella. Un po‘ aspro, ma anche dolce. Ogni mattina piovevano almeno cinque bei manghi grandi e morbidi dai vari alberi di mango del giardino, che potevamo mangiare con i nostri cereali.

Quando il sole tramonta, la baia è tutta buia, nera completamente. Certo, anche qui la gente vive vicino alla spiaggia, ma il numero si poteva contare sulle dita di una mano e le case erano dietro alla vegetazione. Così si potevano osservare perfettamente le differenze dell’effetto della luce della luna. Un posto davvero magico. Inoltre, avevamo una vista sulla Isla de Cano, i cui coralli ancora esistenti sono un habitat per molte specie diverse di animali, di conseguenza è anche visitata da molti subacquei. Anche spiritualmente ha una grande importanza ed è visto come un luogo di comunicazione con gli esseri spirituali.

Rising sea levels will cause majore destruction
This picture is a real #nofilter

A Rascarey abbiamo vissuto in una comunità con persone che la coincidenza ha voluto che si incontrassero lì per caso. C’erano Brisa ed Esteban, i volontari che aiutavano nel progetto e anche amici e familiari. Durante la settimana abbiamo sempre cucinato a rotazione con e per gli altri, in modo che ognunə dovesse fare qualcosa per la comunità oltre alle ore di lavoro quotidiane. Dopo la colazione, alle 8 del mattino, iniziavamo a lavorare. Mettere la protezione solare e lo spray antizanzare non aveva senso perché dopo meno di 10 minuti di lavoro, si sudava così tanto che non rimaneva nulla sulla tua pelle. I compiti erano diversi ogni giorno. Costruire con chiodi, martelli e bambù, fare giardinaggio e riparare la casa. Costruire lunghe recinzioni per bloccare il passaggio di auto o quad sulla spiaggia protetta o varie pulizie dell’oceano dove abbiamo raccolto dalla macro alla micro plastica. Abbiamo poi usato questo per creare opere d’arte creative.

Ma vivere in comunità non significa solo lavorare per gli altri. Significa anche essere presenti l’unə per l’altrə, essere attenti agli/le altrə ed essere rispettosi in generale. Ma vuol dire anche affrontare e risolvere i problemi.

E questo cosa significa? Per esempio, abbiamo notato la differenza tra le persone che hanno già vissuto in appartamenti condivisi e le persone che non avevano alcuna esperienza. Succede, per esempio, quando qualcunə si prepara qualcosa da mangiare, non pulisce la cucina e poi arriva un’altra persona per cucinarsi qualcosa e la cucina pare colpita da una bomba da quanto è in disordine. Questo crea poi malumori ed energie negative se queste situazioni non vengono affrontate. Spesso è il modo in cui si parla, la scelta delle parole e il modo in cui si ascolta che poi crea l’armonia. Nella comunicazione non violenta c’è molto da imparare, che potrebbe migliorare la vita comune di ogni persona. Come formulare una critica? Come interpretare questa critica? Come gestire una critica?  Ci sono molti workshops sulla comunicazione non violenta. Questi potrebbero essere molto significativi per la vita di ciascunə.

Who`s prettier?
Cati during coconut oil preparation swinging a huge spoon

Abbiamo imparato molto lavorando e vivendo a Rascarey. Da un lato cose pratiche come fare l’olio di cocco, costruire con il bambù o cucinare piatti tipici come i patacones. Abbiamo anche imparato quanto tempo ed energia sono coinvolti nel lavoro artigianale e come apprezzarlo. Per esempio, abbiamo lavorato con otto persone per 10 ore ciascuno per aprire 40 noci di cocco e ricavarne 1,5 litri di olio di cocco. Altrimenti saremmo andati al supermercato e in 2 minuti avremmo acquistato una bottiglia di olio di cocco dallo scaffale. D’altra parte, abbiamo anche imparato molto sulle differenze culturali. All’inizio è strano da un punto di vista occidentale, se si ha un progetto e si vuole costruire qualcosa, si sviluppa un piano e ogni persona ottiene un compito e si parte, per rendere il processo il più efficace possibile. Guai a chi resta inattivo/a. Un modo di pensare razionalizzato. E ti fa sentire a disagio dentro quando non funziona così. Però qui funziona in maniera diversa, e bisogna accettarla. I problemi si affrontano quando ci sono, non prima. Se ci si lascia trasportare da questo modo si possono anche imparare molte cose positive nel non pianificare tutto in anticipo. Dare più tempo per parlare di questioni in generale, permettendo anche di suggerire cambiamenti creativi spontanei. Ora potrebbe venire fuori l’argomento: „Sì, ma io non voglio pagare la gente per stare a chiaccherare“. Ovviamente non lo si vuole come imprenditore o impiegato. Con questo non vogliamo nemmeno far intendere che lo favoriamo. Vogliamo solo sottolineare che ogni modo di lavorare ha avuto il suo proprio sviluppo e la sua propria giustificazione. Il modo di lavorare occidentale, come si può vedere, ci ha portato ad ammalarci maggiormente, dovuto dallo stress. Forse, trovare una via di mezzo, non sarebbe poi tanto sbagliato.

Only looky looky, no touchy
A warm and welcome shower

È stato anche molto interessante uscire dalla nostra bolla di attivismo. In Svizzera, la maggior parte del nostro ambiente sociale è composto da persone che sono consapevoli del pericolo della crisi climatica, sociale ed ecologica e molti stanno già facendo qualcosa contro. L’altro giorno Cati mi ha detto: „È così bello come le persone giovani si stiano mobilitando in questo momento e sono molto più attivi e informati di quanto lo fossimo stati noi“. Che poi non è veramente così, ce ne siamo accorti in Rascarey. Anche se, a seconda dello scenario climatico, la sopravvivenza dell’umanità (e anche della maggior parte degli altri esseri viventi) è in grande pericolo a causa della crisi climatica e della biodiversità, le persone che abbiamo incontrato non ne erano a conoscenza. Così abbiamo preparato e dato la presentazione di Extinction Rebellion “Perché andiamo verso la nostra estinzione e come evitarlo”, spiegando le proiezioni scientifiche usando gli scenari dell’IPCC, gli effetti dei cicli di retroazione e, più in dettaglio, sulla crisi della biodiversità. La seconda parte invece, dà anche suggerimenti su cosa si può fare per evitare questi scenari di estinzione.

Avevamo fatto questa presentazione solo in Svizzera, che era psicologicamente, un po‘ più facile rispetto al Costa Rica. Questo perché, a seconda dello scenario, entro il 2100 la fascia tropicale del mondo sarà inabitabile, poiché il numero di giorni con temperatura letale potrebbe essere 350 all’anno (1, 2). Il Costa Rica figura tra questi paesi. Immaginate di non essere in grado di sopravvivere dove vivete ora tra 80 anni. Quindi abbiamo dovuto stare molto attenti e sensibili a trasmettere queste informazioni. La gente del posto ci ha detto dopo che avevano sì, paura del futuro, ma che credono anche nel destino. O l’umanità ce la farà o non ce la farà.

E così 6 meravigliose settimane sono passate in un lampo. L’addio è stato più emozionante di quanto avremmo pensato prima, ma per quanto sia stato bello, è stato anche bello andare avanti. Perché chissà cos’altro ci aspetta.

Deutsche Version

Das wars also von unserer ersten Projekterfahrung, die wir beim Turtle Conservation Projekt Rascarey von Brisa und Esteban machen durften. 6 Wochen an einem Ort, der als letzter noch mit einem Auto zu erreichen ist, und das auch nur, wenn es nicht zu viel geregnet hat. Weiter kann man nur zu Fuss oder mit dem Boot, denn dann kommt Urwald. Vom Parkplatz aus muss man nochmal 15 Minuten zu Fuss laufen, um das Camp zu erreichen. Dadurch war man auch abgeschnitten von jeglichem Motorengeräusch von Autos und Flugzeugen. Beinahe konnte man komplett vergessen, dass es dort draussen eine Welt mit 8 Mrd anderen Menschen gibt. Die Geräusche und Geschehnisse der Natur waren unbeschreiblich schön, besonders die Sonnenuntergänge waren atemberaubend. Aber auch mit Tieren konnten wir viele Begegnungen machen. Sei es das tägliche Frühstück der Aras zu beobachten, plötzlich von einer Gottesanbeterin besucht zu werden oder ein Morpho-Schmetterling, der einen begrüsst. Zwischen den verschiedenen Grüntönen der Pflanzen lähmt einen das leuchtende Blau dieses Insekts vor Staunen.  Vom phosphoreszierenden blau-violetten Tausendfüßler, über die gelbe haarige Raupe, die so groß wie eine Faust ist, bis hin zum riesigen Tapir, einer Mischung aus einem kleinen Elefanten und einem Ameisenbär. Ein weiteres Tier, das uns regelmäßig besucht, ist der Nasenbär. Mit seiner niedlichen und neugierigen Schnauze kann man ihn immer an seinem Schwanz erkennen, der wie eine Antenne in die Luft zeigt. Und die Tayra? Wir hatten das Glück, dieses geheimnisvolle Tier ein paar Mal zu sehen, lang und schwarz. Erinnert an einen Marder, ist aber größer.

Zum Projekt gehört ein großer Garten der das Haus umgibt mit verschiedenen wilden und Nutzpflanzen, darunter Obst, Gemüse und Kräuter.Ganz besonders haben uns die Früchte beeindruckt. Die Guanabana, eine riesige Frucht, die an den Kopf eines Dinosauriers erinnert. Und innen? Cremig weiß, eine Nährstoffbombe. Dann gibt es noch die Carambola, auch bekannt als Sternfrucht. Sternfrucht, weil sie natürlich wie ein Stern geformt ist. Ein wenig sauer, aber auch süß. Von den verschiedenen Mangobäumen des Gartens regnet es jeden Morgen mindestens fünf schöne große, weiche Mangos herunter, die wir für unser Müsli essen können.
Sobald die Sonne untergegangen ist, ist es dunkel in der gesamten Bucht. Klar wohnen auch hier Menschen in Strandnähe, aber die Anzahl kann man an einer Hand abzählen und die Häuser sind immer durch Vegetation vom Strand abgeschirmt. So konnte man die Unterschiede der Wirkung des Mondlichtes wunderbar beobachten. Ein wirklich magischer Ort. Ausserdem hatte man einen Blick auf die Isla de Cano, deren noch existierenden Korallen ein Habitat für viele verschiedene Tierarten sind, entsprechend wird sie auch von vielen Tauchern besucht. Auch spirituell hat sie eine grosse Bedeutung und wird als Kommunikationsort mit spirituellen Wesen gesehen.

Developped our closest relations do dogs with Zion the protector puppy…
…and Kashu the soul companion

Bei Rascarey lebten wir in einer Gemeinschaft aus all denen, die halt gerade da waren. Das waren zum einen Brisa und Esteban, dann die Freiwilligen, die beim Projekt mithelfen und auch Freunde und Familie. Unter der Woche wurde immer in Rotation mit und füreinander gekocht, sodass alle mal etwas für die Gemeinschaft machen mussten neben den täglichen Arbeitsstunden. Nach dem Frühstück, um 8 Uhr morgens, begannen wir mit der Arbeit. Das Auftragen von Sonnencreme und Anti-Mücken -Spray machte keinen Sinn, denn nach weniger als 10 Minuten Arbeit schwitzte man so sehr, dass nichts auf der Haut zurückblieb. Die Aufgaben waren jeden Tag anders. Bauen mit Nägeln, Hammer und Bambus, Gartenarbeiten und Reparaturarbeiten am Haus. Das Errichten von langen Zäunen, um die Durchfahrt von Autos oder Quads am geschützten Strand zu blockieren odr verschiedene Ocean clean ups, bei denen wir von Makro- bis Mikroplastik gesammelt haben. Damit haben wir dann kreative Kunstwerke geschaffen.

Aber in Gemeinschaft leben heisst nicht einfach nur für andere arbeiten. Es heisst auch füreinander da sein, aufmerksam gegenüber anderen zu sein und respektvoll im allgemeinen Umgang zu sein. Es heisst aber auch, Probleme anzusprechen, und zu lösen.
Und was heisst das denn jetzt? Man hat z.B. ganz stark den Unterschied gemerkt von Leuten, die schon in Wohngemeinschaften gelebt haben und von Leuten, die noch keine Erfahrungen darin haben. Da passiert es dann zB wenn sich jemand etwas zu essen macht, die Küche nicht aufräumt und dann kommt die nächste Person und trifft diese vor, als ob eine Bombe eingeschlagen wäre. Das kreiert dann schlechte Stimmung und Energien, wenn man diese Dinge nicht thematisiert. Es ist oft die Art und Weise wie man redet, welche Wörter man benutzt und wie man zuhört was dann die Harmonie ausmacht. In der gewaltfreien Kommunikation gibt es sehr vieles zu lernen, was das gemeinsames Leben jedem Menschen verbessen könnte. Wie formuliert man eine Kritik? Wie interpretiert man diese Kritik? Was macht man daraus?  Workshops über Non-vioent communication gibt es haufenweise. Diese könnten lebenverändernd sein.

„You wont trouble me, human“ – Tapir
Iguana re-heating their body temperature in the sun


Wir haben viel während der Arbeit und dem Leben bei Rascarey gelernt. Zum Einen praktische Sachen, wie Kokosnussöl herstellen, mit Bambus konstruieren oder aber auch typische Gerichte zu kochen, wie z.B. Patacones. Wir haben ausserdem erfahren wie viel Zeit und Energie in der Herstellung von Handarbeit steckt und diese wertzuschätzen. zB haben wir mit acht Personen jeweils 10 Stunden gearbeitet um 40 Kokosnüsse zu öffnen und hinterher 1.5 L Kokosöl herauszubekommen. Sonst wären wir ja im Supermarkt gegangen und hätten einfach in 2 Minuten eine Flasche Kokosöl aus dem Regal geholt und diese gekauft. Zum Anderen aber auch viel über kulturelle Verschiedenheiten. So ist es zu Beginn aus westlicher Sichtweise doch fremd, wenn man ein Projekt hat und etwas Bauen möchte, dass ein Plan entwickelt wird, jede Person bekommt eine Aufgabe und los gehts, um einen möglichst effektiven Ablauf herzustellen, dass niemensch untätig rumsteht. Rationalisierte Denkweise. Und es macht einen innerlich unruhig, wenn das nicht so ist. Hier ist es aber nicht so und das hat man zu akzeptieren. Probleme werden angegangen, wenn sie da sind und nicht vorher. Wenn man sich drauf einlässt, gibt es auch viele positive Dinge, nicht alles im Voraus zu planen. So gibt es mehr Zeit über Dinge zu reden und kann spontan auch kreative Änderungen vorschlagen. Jetzt könnte das Argument aufkommen: «Ja aber ich will ja nicht die Leute fürs rumstehen bezahlen». Klar möchte man das als Bauherr*in oder Auftraggeber*in nicht. Es ist auch nicht so, nur weil wir das Erwähnen, es auch favorisieren. Wir möchten nur darauf aufmerksam machen, dass jede Arbeitsweise seine Entwicklung durchlaufen hat und seine Berechtigung hat. Wo die westliche Arbeitsweise hingeführt hat, kann man an den aktuellen Häufungen stressinduzierte Krankheiten sehen. Vielleicht gibt es ja einen Mittelweg.

Heavy cookung action for up to twelve persons
if you haven`t got a trimmer, use what you have

Ausserdem war es auch sehr interessant wieder mal aus der eigenen Blase herauszukommen. In der Schweiz besteht unser persönliches Umfeld grösstenteils aus Menschen, die sich der Gefahr der Klimakatastrophe bewusst sind und auch entsprechend etwas unternehmen möchten oder es bereits tun. Neulich sagte Cati zu mir: «Es ist so geil, wie die Jugend sich gerade mobilisiert und die sind viel aktiver und informierter, als wir früher». Das dem nicht so ist, haben wir dann spätestens bei Rascarey gemerkt. Obwohl, je nach Klimaszenario, das Überleben der Menschheit (und den meisten anderen Lebewesen auch) durch die Klima- und Biodiversitätskrise in grosser Gefahr ist, wussten die Menschen, die wir trafen nicht wirklich, was uns erwarten könnte. Also haben wir uns vorbereitet und die Aufstand oder Aussterben-Präsentation von Extinction Rebellion gehalten, die die wissenschaftlichen Prognosen anhand der IPCC-Szenarien erläutert, die Rückkopplungseffekte des Klimas erklärt und näher auf die Biodiversitätskrise eingeht. Sie gibt aber auch Anregungen, was getan werden kann, um diese Horrorszenarien abzuwenden.
Wir hatten diese Präsentation bisher nur in der Schweiz gehalten, was etwas leichter war, als hier in Costa Rica. Das liegt daran, dass je nach Szenario, im Jahr 2100 die gesamten Tropen unbewohnbar werden, da die Anzahl an Tagen mit letaler Temperatur 350 pro Jahr sein könnte (1, 2). Costa Rica ist eines dieser Länder. Stellt euch vor, da wo ihr gerade lebt, könnte man in 80 Jahren nichtmehr überleben. Daher mussten wir sehr vorsichtig sein, indem, wie wir diese Informationen rüberbringen. Aber die Locals haben uns nachher gesagt, dass sie schon Angst vor der Zukunft hätten, aber, dass sie auch ans Schicksal glauben. Entweder schafft es die Menschheit oder halt nicht.

Und so gingen 6 wunderschöne Wochen wie im Flug vorbei. Der Abschied war emotionaler, als wir es uns vorher gedacht hätten, aber so schön es  auch war, es war auch gut weiterzuziehen. Denn wer weiss, was uns noch alles erwartet.

English version

So that’s it from our first project experience, which we had the pleasure of doing at Brisa and Esteban’s Turtle Conservation Project Rascarey. 6 weeks in a place that is the last place you can reach by car, and only if it hasn’t rained too much. You can only go further on by foot or by boat, because then there is jungle. From the car park you have to walk another 15 minutes to reach the camp. This also meant that you were cut off from any engine noise from cars and planes. You could almost completely forget that there was a world with 8 billion other people out there. The sounds and events of nature were indescribably beautiful, especially the sunsets were breathtaking. But we also had many encounters with animals. Be it watching the daily breakfast of the macaws, suddenly being visited by a praying mantis or a morpho butterfly greeting you. Between the different shades of green of the plants, the bright blue of this insect paralyses you with amazement.  From the phosphorescent blue-violet centipede, to the yellow hairy caterpillar as big as a fist, to the giant tapir, a cross between a small elephant and an anteater. Another animal that visits us regularly is the coati. With its cute and curious snout, you can always recognise it by its tail, which points up in the air like an antenna. And the tayra? We were lucky enough to see this mysterious animal a few times, long and black. Reminiscent of a marten, but bigger.

The project includes a large garden surrounding the house with various wild and useful plants, including fruits, vegetables and herbs. We were particularly impressed by the fruits. The guanabana, a huge fruit that looks like the head of a dinosaur. And inside? Creamy white, a nutrient bomb. Then there’s the carambola, also known as star fruit. Star fruit because it is naturally shaped like a star. A little sour, but also sweet. Every morning it rains down at least five nice big soft mangoes from the various mango trees in the garden, which we can eat for our muesli.
As soon as the sun has set, it is dark all over the bay. Sure, people live near the beach here too, but you can count the number on one hand and the houses are always shielded from the beach by vegetation. So you could wonderfully observe the differences in the effect of the moonlight. A truly magical place. We also had a view of the Isla de Cano, whose still existing corals are a habitat for many different species of animals, so it is also visited by many divers. It also has great spiritual significance and is seen as a place of communication with spiritual beings.

Everything from the garden: Papaya, Lemon, Mango, Guanabana, Curcuma
Placing Cacao seeds in the soil after enjoying the beatiful taste of the pulp

At Rascarey, we lived in a community of whoever happened to be there. There were Brisa and Esteban, the volunteers who help with the project and also friends and family. During the week, there was always a rotation of cooking with and for each other, so that everyone had to do something for the community in addition to the daily work. After breakfast, at 8am, we started work. Applying sunscreen and anti-mosquito spray didn’t make sense, because after less than 10 minutes of work you were sweating so much that nothing remained on your skin. The tasks were different every day. Building with nails, hammers and bamboo, gardening and repairing the house. Building long fences to block the passage of cars or quads on the protected beach or various ocean clean ups where we collected from macro to micro plastic. We then used this to create creative works of art.

But living in community doesn’t just mean working for others. It also means being there for each other, being attentive to others and being respectful in general. But it also means addressing and solving problems.And what does that mean? For example, we noticed the difference between people who have already lived in shared flats and those who have no experience in that. It happens, for example, when someone makes something personal to eat, doesn’t clean up the kitchen and then the next person comes and finds the kitchen as if a bomb had gone off. This creates a bad mood and energy if these things are not addressed. It is often the way you talk, the words you use and the way you listen that creates harmony. There is a lot to learn in non-violent communication that could improve everyone’s life together. How do you formulate a criticism? How do you interpret this criticism? What do you do with it?  There are many workshops on non-violent communication. These could be life-changing.

Cutting bamboo the non electric way
Cati just before the start of our presentation

We learned a lot while working and living at Rascarey. On the one hand, practical things like making coconut oil, constructing with bamboo or cooking typical dishes like patacones. We also learned how much time and energy is involved in handicraft and how to appreciate it. For example, we worked with eight people for 10 hours each to open 40 coconuts and get 1.5 litres of coconut oil out of them. Otherwise, we would have gone to the supermarket and just picked up a bottle of coconut oil from the shelf in 2 minutes and bought it. On the other hand did we also learn a lot about cultural differences. For example, from a Western perspective, it is strange when you have a project and want to build something that a plan is developed, each person is given a task and off they go, in order to make the process as effective as possible, so that no one stands around idly. Rationalised thinking. And it makes you feel uneasy inside when that’s not the case. But it’s not like that here and you have to accept that. Problems are tackled when they are there and not before. If you get into it, there are also many positive things about not planning everything in advance. It gives you more time to talk about things and you can also suggest creative changes spontaneously. Now the argument might come up: „Yes, but I don’t want to pay people to stand around“. Of course you don’t want that as a builder or client. It is also not the case that just because we mention it, we favour it. We just want to point out that each way of working has gone through its own development and has its justification. Where the Western way of working has led us can be seen in the current accumulation of stress-induced diseases. Perhaps there is a middle way.

Ara Macaos on their Almond tree
Creating a bonfire with biochar production underneath

It was also very interesting to get out of our own bubble. In Switzerland, most of our personal environment consists of people who are aware of the danger of climate catastrophe and who want to do something about it or are already doing so. The other day Cati said to me: „It’s so cool how the youth is mobilising right now and they are much more active and informed than we used to be“. We realised that this is not the case, at the latest with Rascarey. Although, depending on the climate scenario, the survival of humanity (and most other living beings too) is in great danger due to the climate and biodiversity crisis, the people we met didn’t really know what to expect. So we prepared ourselves and gave Extinction Rebellion’s Heading to Extinction presentation, which explains the scientific projections using the IPCC scenarios, explains the climate feedback loops and goes into more detail about the biodiversity crisis. But it also gives suggestions on what can be done to avert these horror scenarios.

We had only given this presentation in Switzerland before, which was a bit easier than here in Costa Rica. This is because, depending on the scenario, by 2100 the entire tropics will be uninhabitable, as the number of days with deadly temperatures could be 350 per year (1, 2). Costa Rica is one of those countries. Imagine not being able to survive where you live right now in 80 years. So we had to be very careful in how we conveyed this information. But the locals told us afterwards that they were already afraid of the future, but that they also believe in fate. Either humanity will make it or it won’t.

And so 6 wonderful weeks flew by. The farewell was more emotional than we would have thought before, but as beautiful as it was, it was also good to move on. Because who knows what else awaits us.

The colors you could see were incredible
Cati planting a palm tree
Quellen:

1 – Mora, C., Dousset, B., Caldwell, I. et al. Global risk of deadly heat. Nature Clim Change 7, 501–506 (2017). https://doi.org/10.1038/nclimate3322, https://www.nature.com/articles/nclimate3322

2 – https://www.nationalgeographic.com/science/article/heatwaves-climate-change-global-warming

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